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giovedì 8 dicembre 2011

Mixtape di Natale 2011

Canzoni di Natale da ballare da soli sotto l'albero che nessuno canterà a memoria davanti al presepio

2011

Il Natale, si sa, è fra tutte la più mainstream delle festività. La festeggiano tutti: gli egiziani, gli indiani, i sudafricani, gli americani, i brasiliani e pure  i giapponesi che non c'entrano una sega co' Gesùcristo. Perciò, sebbene questo blog tenti di allontanarsi dal folklore di massa spesso e volentieri, con una festività così accomunante, luminosa e gioiosa non si può certo far finta di niente. Per questo SfigatIndie vi regala un mixtape di carole alternative da ascoltare in streaming mentre addobbate l'albero o incartate il maglioncino di American Apparel per nonna Ortensia
Sghiacciate play!

1 - Fleet Foxes "White Winter Hymnal"
2 - The Beatles "Christmas Time (Is Here Again)"
3 - The Magnetic Fields "Everything Is One Big Christmas Tree"
4 - Antonello Venditti "A Cristo"
5 - Sufjan Stevens "Joy To The World"
6 - I Cani "Il pranzo di Santo Stefano"
7 - Moraes Moreira dei Novos Baianos "Boas Festas/Brasil Pandeiro"
8 - I Camillas "Pop Natale"
9 - Elio e le Storie Tese "Christmas With The Yours"
10 - Fear "Fuck Christmas"
11 - The Sonics "Don't Believe In Christmas"
12 - blink-182 "Happy Holydays, You Bastard"
13 - Thieves "Lights On All The Houses"
14 - Sparks "Thank God It's Not Christmas"
15 - Kate Nash "Early Christmas Present"
16 - Morgan "Canzone per Natale"
17 - Pink Martini "Little Drummer Boy"
18 - Vinicio Capossela "Christmas Song"
19 - The Zen Circus "Canzone di Natale"
20 - Bobby Helms "Jingle Bell Rock"
21 - Josh T. Pearson "O Holy Night"


venerdì 6 maggio 2011

Novos Baianos - "Acabou Chorare"

Ai ai! Saudade, não venha me matar!
 
1972

Il miglior album brasiliano secondo la rivista Rolling Stone (edizione brasiliana, ovviamente). Non sono abbastanza informato per contraddirlo e sicuramente non ne vale nemmeno la pena in quanto questo è un disco favoloso di canzoni acustiche per chitarra e percussioni, con qualche chitarra elettrica ogni tanto a dare un tocco di energia. Non ho mai sentito sei corde suonare in modo così limpido: una limpidezza che solo da un paese pieno di colori come il Brasile poteva arrivare tanto che persino le canzoni più saudadose riescono a rallegrare. E le voci, ah le voci, una femminile e una maschile: scivolose, liquide e fresche. Tutte le volte che le ascolto la mia testa evoca tutti gli stereotipi possibili: gli edifici colorati di Bahia, le maracas (che son pure originarie dell'america centrale), il carnevale, i cappelli di frutta di Carmen Miranda, i bambini che giocano con una palla fatta di stracci e i tramonti sulle spiagge bianchissime.
Per sentire il sole del sudamerica sulla pelle per 40 minuti senza doversi fare 10 ore di volo.


P.S.: questa è la copertina dell'edizione originale del disco che però non ne rende bene la luminosità

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