lunedì 23 maggio 2011

Deerhoof - "Offend Maggie"

Quando il math-rock si fonde col ballo del qua qua

2008

Nei cestoni delle offerte dei negozi di dischi non c'è quasi mai nulla di decente: raccolte antologiche di artisti per nulla fondamentali, aborti musicali, compilation di vecchi concerti del primo maggio, versioni chill-out delle musiche dei Beatles, ecc... Eppure ogni volta che vedo uno di questi cestoni mi fermo sempre a frugare, a infilare le mani in quell'inferno rumoroso di pezzi di plastica che sbattono e mi graffiano le braccia, perché ogni tanto capita di trovare qualche chicca che un commesso ignorante ha valutato malamente. Questo disco, ad esempio, lo pagai soltanto 2 (due!) euro ed è forse uno dei più grandi affari che abbia mai fatto (dopo il vinile di "Psychocandy" a 8 euri), anche se non avevo idea di chi fossero i Deerhoof.
Ora lo so e posso dire che quel paio di pleuri questo disco li vale tutti: i Deerhoof vengono da San Francisco, hanno sfornato un quintale di album e la loro cantante, Satomi Matsuzaki, è giapponese. Fanno un rock piuttosto sperimentale, sghembo e nevrotico ma allo stesso tempo di facile assimilazione, decisamente divertente. Tutti i 14 pezzi riescono allo stesso modo a stimolare le sinapsi con le loro inusuali successioni di note senza, però, rinunciare alla sacrosanta "canticchiabilità" grazie alla voce da gattina di Satomi: chiamiamolo pure "experimental-pop", va, tipo una bigbabol al gusto wasabi.
Se lo trovate in un cestone vi consiglio di tentacolarlo senza remore ma anche a prezzi più elevati vale lo stesso il vostro danaro e il vostro tempo.


 

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